Subiaco e la Valle dell'Aniene


Sembra che l'imperatore Nerone avesse scelto questa località come residenza adatta al riposo, alla villeggiatura ed ai piaceri.
San Benedetto invece lo considerava un luogo adatto alla preghiera ed all'espiazione.
E’ la città natale di Cesare e Lucrezia Borgia, dell’attrice Gina Lollobrigida e del calciatore Francesco. Graziani

Il luogo così ricco di storia di cui stiamo parlando, è l'antico borgo di Subiaco, una cittadina dell'Alta Valle dell'Aniene distante mezz'ora da Roma, distesa sulle pendici di un colle circondato da un anfiteatro di monti, celebre nella storia e con un grandissimo interesse artistico e religioso, soprattutto per i monasteri Benedettini.
Ma anche la Subiaco medioevale, con i suoi vicoli, le sue botteghe, i suoi archi, è motivo di attrazione e di fascino per il turista: angoli inediti mirabilmente conservati si rivelano all'improvviso al visitatore dandogli il gusto di scoprire lui stesso nuovi e suggestivi scorci.

Il suo nome dal latino "sub lacus" ossia "sotto i laghi", deriva appunto dai tre laghi che Nerone costruì artificialmente tramite un ingegnoso sistema di dighe come ornamento per la sua sontuosa dimora. Essa si estendeva su una superficie di due chilometri e mezzo, era arredata con sfarzo, ornata di marmi preziosi, mosaici, colonne e statue. Oggi della villa non restano che pochi ruderi ed anche i laghi non esistono più, poiché le dighe abbandonate, finirono per crollare. Subiaco divenne selvaggia, primitiva e pressoché irraggiungibile.
Per questo forse, San Benedetto la ritenne adattissima a soddisfare il suo bisogno di penitenza e mortificazione. Egli rimase, secondo la leggenda, tre anni in eremitaggio presso una grotta del monte Taleo, denominata poi "Sacro Speco" (ossia grotta sacra). In seguito, nel 529 d.C., Santa Scolastica, sorella di San Benedetto, edificò proprio a Subiaco un monastero benedettino con materiali provenienti quasi totalmente dalla villa neroniana.
Nel monastero, divenuto un famoso centro di cultura, insieme a Montecassino, ad opera dei monaci Benedettini, si stampò nel 1465 il primo libro edito in Italia: una grammatica latina in trecento esemplari.
Attorno al monastero crebbe nel tempo, il borgo vero e proprio di Subiaco, di cui è interessante ammirare anche il ponte medievale dedicato a San Francesco, l'Arco Trionfale, il Castello Abbaziale (lussuosa dimora dei Papi) ed il quartiere medievale che si estende dalle pendici della Rocca fino alle rovina della villa di Nerone .

Chi giunge a Subiaco da Roma, trova subito a destro il ponte medioevale di S. Francesco, costruito dall'Abate Ademaro nel 1 358.
Al di là dell'Aniene c'è chiesa di S. Francesco dei 1327. All'interno vi si trovano un pregevole trittico di Antoniazzo Romano, opere del Pinturicchio, del Sodoma, di Sebastiano dei Piombo, di Giulio Romano e un bellissimo coro in noce dei 1500.
Entrati nella cittadina, oltre all'Arco Trionfale e alla Basilica di S. Andrea, opere erette sotto il pontificato di Pio VI, abate di Subiaco, alla sommità dei colle si ammira la Rocca abbaziale, che fu fortezza, lussuoso palazzo e dimora dei papi nei secoli passati.
Stupendo è il tipico quartiere medioevale che si estende alle pendici della Rocca, nel quale spiccano opere di notevole interesse artistico quali la Chiesetta della Madonna della Croce, che conserva affreschi dei secolo XIV, la Piazzetta di Pietra Sprecata, la Chiesa di S. Pietro, costruita affianco dei solenne ed originale caimpanile romanico (sec. XI).
Nella parte bassa della città, nei pressi dei campo sportivo, sulla sinistra dell'Aniene, sorge la chiesa di S. Lorenzo, intorno alla quale fù costruito il primo nucleo abitato di Subiaco. La chiesa è stata ricostruita successivamente nello stesso luogo dove sorgeva quella più antica della città (sec. IV).
Nel rione adiacente, sede un tempo di intensa attività artigianale, si possono ammirare angoli intatti di grande interesse e sug gestione, come l'Arco e il Vicolo dei Ferrari, l'Arco della Piattari ed altri.
Usciti dalla città, proseguendo sulla strada provinciale si giunge a Santa Scolastica, il maggiore dei monasteri subiacensi. Di particolare interesse il campanile romanico, risalente al secolo XI, i tre chiostri (rinascimentale, gotico e cosmatesco) e la bella chiesa neoclassica dei Quarenghi. Nel XV secolo, e precisamente nel 1465, Santa Scolastica fu anche sede di un memorabile avvenimento nella storia della cultura italiana. Qui i tipografi tedeschi Sweynheim e Pannartz stamparono in quella data i primi libri prodotti in Italia (opere dei Lattanzio, di Cicerone e Sant'Agostino). I preziosi incunaboli sono conservati nella Biblioteca Nazionale, ospitata nel monastero. Riprendendo l'ardita strada panoramica si sale al Sacro Speco di San Benedetto. Attraverso un bosco sacro di elci secolari, il monastero appare addossato alla rupe strapiombante sulla valle.
La singolarità architettonica di questo magnifico complesso consiste nel fatto che esso è un tutt'uno con la roccia sulla quale è aggrappato. Gli ambienti sono così mirabilmente affrescati che il visitatore non può non sentirsi preso dal profondo misticismo dei luogo.

A soli quindici chilometri dal paese poi, si erge il monte Livata, la "Montagna della capitale", meta invernale degli sportivi amanti dello sci, mentre lungo il fiume Aniene, che nei pressi di Subiaco scorre ancora pulito e ossigenato, si svolgono d'estate gare di pesca e di canoa. La valle dell'Aniene offre, nei pressi dell'antica cittadina di Subiaco, un affascinante insieme di sacro e profano che non può non attirare anche il turista più frettoloso.